17 novembre 2007
SOTTOMARINA LIDO 2 - 0 LA ROCCA MONSELICE
- Che caduta dolorosa! -
La Rocca Monselice in campo con:
1 - Peruzzo
2 - Barbazza
3 - Baldan
4 - Puozzo
5 - Negrisolo
6 - Masola
7 - Marzario
8 - Ferretto (cap)
9 - Lunardi
10 - Gasparetto
11 - Caldironi
A disposizione di Mr. Favaro:
12 - Biancato
13 - Chiti
14 - Goldin
15 - Toffano
16 - Zorgati
17 - Bardelle
Seconda sconfitta consecutiva per i monselicensi dopo quella patita contro la capolista Albignasego sabato scorso.
Si tratta di una sconfitta molto dolorosa, che fa precipitare La Rocca al quint'ultimo posto in classifica, con un margine di un solo punto sulla coppia Porto Viro - Solesinese.
Del resto si sa, i punti, in partite come quella di oggi, valgono doppio.
Resta da capire come mai i neroverdi continuino ad alternare prestazioni convincenti a passaggi a vuoto, come successo oggi.
Il problema è che i punti che rappresentano quei mattoncini che vanno a costruire la salvezza della squadra si devono fare proprio in queste partite. Sono proprio queste le gare in cui bisogna dare quel qualcosa in più. Inutile impegnarsi al massimo solo con le squadre di vertice come l'Albignasego, ad esempio, se poi con le dirette avversarie non si fa lo stesso o di più. Con squadre come la capolista, se si gioca al 100% si può avere qualche possibilità di portare a casa un risultato positivo, cosa che comunque rimane alquanto improbabile; al contrario, se si gioca al 100% con le squadre come il Sottomarina, si vince per forza.
Occorre, dunque, vedere queste partite come finali, come derby.
Analizzando il cammino della Rocca in campionato, sono infatti ormai troppi e troppo pesanti i punti persi malamente contro Piovese, Delta 2000, Sottomarina stessa, eccetera...punti che sono stati letteralmente consegnati nelle mani di avversari che lottano inseguendo il nostro stesso obiettivo principale.
Volendo trovare una possibile attenuante al crollo odierno, possiamo spendere due parole sull'impianto che ci ha ospitati oggi a Sant'Anna, frazione di Chioggia.
Campo orribile, rimbalzi assurdi, ciuffi d'erba qua e là, una marea di foglie e piccoli frammenti degli alberi circostanti sul terreno di gioco. Non uno straccio di tribuna. Solo una rete che separa giocatori da estranei (tra l'altro solo per alcuni tratti, in quanto la stessa recinzione si interrompe ad un certo punto, consentendo l'eventuale entrata in campo di tutti gli spettatori, cosa assolutamente fuori norma qui da noi che non possediamo la cultura calcistica britannica). Panchine old style, ma proprio old old. Buchi sulle reti dietro le porte, che anziché essere di aiuto per fermare le palle indirizzate a lato, sono di intralcio in quanto o il pallone si incastra su di esse e bisogna faticare per estrarlo, o ostacolano la raccolta dei palloni fuoriusciti da parte dei portieri che si apprestano ad effettuare un rinvio dal fondo.
Poi, se una palla viene spazzata via ed esce dal campo, tanti auguri a chi deve andarla a recuperare tra bosco e sterpaglie varie. Inoltre, corpi pericolosi sono vicinissimi al bordo del campo, tutti rigorosamente di ferro: si va dal semplice inutile palo arrugginito alla miniporta stesa a terra, il tutto a non più di due metri dai giocatori.
Vogliamo parlare degli spogliatoi? Arrivi al campo e praticamente non li vedi: sono troppo distanti. Allora ti metti a camminare con la borsa in spalla, lungo quella specie di via fatta di polvere e sassi e tante, tantissime buche (e per fortuna oggi non pioveva: non oso immaginare la melma che si viene a creare in caso di maltempo). Ma non importa, pensi alla partita, è quella che conta, non gli spogliatoi. Una volta finita la partita, vai a farti la doccia. Una squadra di calcio è composta di 18 giocatori. Ci sono tre docce tre. Tre! Funzionassero, almeno...Niente. Un indecente flusso d'acqua bollente scorre a non più di 2 centimetri dal muro. Se anche uno è coraggioso e vuole provare le sensazioni dei vari gradi di ustioni cutanee, deve per forza di cose spiaccicarsi al gelido muro per poter sentire l'acqua sulla sua pelle. Una soluzione per aumentare la pressione del getto d'acqua, però, c'è: aprire totalmente la manopola dell'acqua fredda. Almeno adesso l'acqua viene. È gelida, ma viene.
Nello spogliatoio non si può parlare con un tono di voce un po' più alto del normale, altrimenti dall'altra parte si sente ciò che dice la squadra avversaria. Ebbene si, perché ci sono circa 3 o 4 metri a dividere una porta dall'altra. Ma fosse solo questo il problema...il guaio è che se perdi, a fine partita i giocatori avversari quasi entrano nel tuo spogliatoio e ti vengono a battere le mani in faccia, in segno di scherno.
Che ci volete fare, da queste parti sono abituati così, si vede.
Spero vivamente di non dover tornare mai più da queste parti.
Altra possibile attenuante è rappresentata dal fatto che la formazione di oggi era molto rimaneggiata a causa di malattie varie, squalifiche, infortuni...La scarsa vena di elementi chiave della squadra ha fatto il resto.
Anche alcune decisioni arbitrali hanno influito negativamente per La Rocca: ad inizio secondo tempo il numero 4 locale, già ammonito, ferma con un brutto intervento Ferretto lanciato in contropiede: il direttore di gara lascia proseguire perchè "il 4 ha fatto pochi falli finora".
Bella spiegazione. Ma che, ci prendi in giro? Per il fallo tattico l'ammonizione è automatica e va data da regolamento.
Sempre nella ripresa, fermato più volte Zorgati in posizione di fuorigioco dubbie: in un'occasione offside veramente inesistente; l'attaccante era lanciato a rete solo davanti al portiere.
Evidentemente la tattica dei chioggiotti di chiamare a voce il fuorigioco ogni qualvolta questo si rendesse necessario, ha pagato. E l'arbitro ci è cascato, purtroppo per lui e per La Rocca. In effetti, con il livello della classe arbitrale a cui siamo abituati, anche questa non è una brutta tattica.
Per quanto riguarda la partita, beh, c'è poco da dire. Calcio giocato non se n'è visto. Con un campo indecente e un vento molto forte, giocare a calcio risulta veramente molto difficile.
Forse non è un caso che il Sottomarina abbia racimolato ben 11 dei suoi 15 punti nel suo "stadio"...
Squadra che fa della grinta la sua arma migliore, ha rischiato in più occasioni nel primo tempo salvandosi alla bell'e meglio, mentre nel secondo tempo ha aumentato la pressione pervenendo al gol con due calci piazzati.
Nel primo, punizione laterale, carambola su un difensore neroverde che spazza ma colpisce un altro giocatore in mischia, la palla rimane lì e viene scaraventata in porta da un giocatore così simpatico che dopo aver segnato mi rifila un pugno proprio lì, probabilmente in modo involontario ma fa male lo stesso.
In occasione del 2 - 0, punizione centrale: sfera scodellata a centro area, dormita generale nella Rocca e palla che, influenzata dal forte vento, assume una strana traiettoria cadendo giusto sui piedi dell'attaccante in maglia biancoceleste che da due passi segna, traversa-gol.
Nel finale di partita, con La Rocca ovviamente tutta in avanti, il Sottomarina ha una ghiotta occasione ma l'attaccante tira bene di sinistro sbagliando di pochissimo la mira.
Nel primo tempo neroverdi pericolosissimi con Gasparetto imbeccato su punizione di Ferretto: il numero 10 monselicense si trova tutto solo all'altezza dell'area piccola ma non schiaccia il pallone di testa spedendo così di pochi centimetri alto sulla traversa.
Nella ripresa, La Rocca vicinissima al gol in un paio di occasioni con Zorgati che prima cerca di approfittare al volo di un pasticcio tra portiere e difensore ma calcia di poco a lato e poi si libera bene al tiro di destro in area, deviato in angolo dall'estremo locale.
Nel finale miracolo del portiere veneziano su Lunardi e palla deviata in corner.
Sabato prossimo contro il San Paolo dev'essere tutta un'altra storia.
01 dicembre 2007
PORTO VIRO 2 - 1 LA ROCCA MONSELICE
- Questa è una maledizione -
Marcatori La Rocca: Bardelle
Espulsi La Rocca: Caldironi
Ammoniti La Rocca: Menesello, Negrisolo, Puozzo
La Rocca Monselice in campo con:
1 - Biancato
2 - Baldan
3 - Caldironi
4 - Menesello
5 - Negrisolo
6 - Rampin
7 - Ferretto (cap)
8 - Puozzo
9 - Zorgati
10 - Gasparetto
11 - Bardelle
A disposizione di Mr. Favaro:
13 - Chiti
14 - Goldin
15 - Marzario
16 - Rocelli
Pazzesca sconfitta della Rocca oggi al comunale di Porto Viro.
Una partita fatta dall'inizio alla fine dai neroverdi, ma vinta incredibilmente dai locali (incredulità generale in tribuna e in campo per l'assurdo risultato finale) che si sono affacciati appena in due occasioni dalle parti di Biancato, oggi per forza di cose inoperoso.
Innumerevoli le occasioni da gol create e non finalizzate dai monselicensi che comunque non hanno creato nulla di eccezionale, spingendo con forza sull'acceleratore solamente negli ultimi 10 minuti di gara.
La miseria di zero punti, due gol segnati e ben diciannove subiti, era questo il magro bottino del Porto Viro nei suoi incontri interni fino ad oggi in campionato. C'è voluta La Rocca per regalare per la prima volta la gioia dei tre punti ai sostenitori rodigini.
Pronti via, neroverdi subito pericolosi con Bardelle che servito da Ferretto conclude alto a tu per tu con il portiere. Dopo poco, pasticcio difensivo del Porto Viro, palla vagante a trequarti campo, Ferretto prova a sorprendere il portiere che sta tornando tra i pali ma alza troppo la mira.
Troppa libertà concessa dai rossi di casa agli esterni ospiti: Baldan, Caldironi, Ferretto e Bardelle sono sempre liberi di puntare la difesa avversaria, con questi ultimi due che spesso vengono fermati con falli talvolta anche pesanti. In una di queste occasioni, punizione laterale battuta da Menesello, rovesciata stilisticamente ineccepibile di Ferretto indirizzata in porta ma palla ribattuta con la testa da un difensore. Le occasioni fioccano: invenzione di Puozzo per Ferretto che entra in area e viene a contatto con il portiere ospite che, in uscita, lo scaraventa a terra. L'arbitro indica il dischetto. Alla battuta del penalty va Bardelle, tiro forte ma piuttosto centrale, ribattuto di piede con molta fortuna dall'estremo locale che si era buttato dalla parte sbagliata. Qualche minuto dopo altro assist di Puozzo per lo stesso Bardelle che ha l'opportunità di rifarsi ma il suo diagonale esce di un nulla alla sinistra del palo.
Circa alla mezz'ora, nell'unica sortita dei locali, arriva il gol-beffa. Punizione laterale per fallo di Negrisolo, ammonito. Battuta in mezzo a cercare la testa dell'attaccante rodigino che manda la palla sul palo e poi in gol. Porto Viro in vantaggio nell'incredulità generale.
Nella ripresa la musica non cambia, anzi La Rocca pressa maggiormente e va vicina al gol con Ferretto, ma il suo tiro termina fuori non di molto. Finalmente arriva il pareggio: buono spunto di Gasparetto sulla destra; il numero 10 neroverde viene atterrato e batte la punizione: il portiere non trattiene e il più lesto di tutti è Bardelle che si avventa sulla sfera e la deposita in rete per l'1-1.
A questo punto si verifica una fase di stanca della partita, con La Rocca che non riesce a mantenere costante la pressione dopo aver agguantato il pareggio.
La svolta decisiva si ha quando il numero 2 in maglia rossa cade in area per un presunto contatto con Caldironi (il video evidenzia come il rigore sia cercato e trovato dal giocatore rodigino nonostante l'arbitro fosse lì, ad appena un metro di distanza): penalty che viene trasformato dal Porto Viro, ma Biancato aveva intuito.
Infine, il prolungato forcing dei neroverdi che non porta al pareggio (risultato che, se fosse arrivato, sarebbe stato comunque strettissimo) ma solo ad altre innumerevoli occasioni fallite.
Un bolide di Rocelli termina la sua corsa pochi centimetri alla destra del palo con il portiere battuto, poi ancora Rocelli ci riprova di sinistro ma il portiere si salva in angolo.
Nei minuti finali altre due ghiottissime occasioni: Ferretto conquista palla nella sua metàcampo e lancia Rocelli che lavora bene la sfera, Baldan la mette in mezzo con un tiro-cross radente e Ferretto, che intanto si era portato a centro area, devia la palla con un pregevole colpo di tacco che va a colpire il palo interno, che salva il portiere ormai fuori causa: il pallone rotola sulla linea ma non entra, arriva un difensore che spazza via colpendo Goldin; con il rimbalzo la palla incredibilmente non entra ma si spegne sul fondo.
Infine, un corner è raccolto da Rampin a centro area che fa tutto bene mettendo giù di petto e calciando di sinistro a giro: sembra essere la volta buona ma il destino vuole che la palla sfiori il palo di due centimetri.
Finisce così una partita dal risultato assurdo, nella quale una squadra ha creato una buona dozzina di palle gol ma ha perso, mentre ha vinto quella che ne ha create una e mezza.